La leggenda narra che la mattina, quando usciva di casa per andare con il marito Edoardo nel piccolo negozio di via Plebiscito a Roma, Adele Fendi si portasse dietro tutte e cinque le figlie. Mentre lavorava in laboratorio le allattava e, tra una poppata e l’altra, le metteva a dormire nei cassetti destinati alle borse. Erano gli anni Venti e all’epoca il nome Fendi non significava ancora nulla. Edoardo e Adele non erano altro che una coppia di giovani sposi pieni di talento e di ambizione che dalla loro piccola boutique sfornavano prestigiose borsette per gli esponenti della borghesia capitolina. I coniugi lasciano la direzione alla cinque figlie e nel 1964 viene aperta la prima boutique a Roma; l’anno successivo Karl Lagerfeld inizia uno studio particolare sui materiali che porta la maison Fendi ai vertici della ricerca sulle tinte e sulle conce. Lagerfeld comincia il lungo e laborioso processo che porterà alla trasformazione del concetto stesso di pelliccia. Nel 1966 viene ideato il logo dell’azienda (Zucca-cognome del fornitore del tessuto su cui veniva prodotto il logo) che significa Fan in Fur (fan della pelliccia) ed è uno dei primi loghi nel mondo del made in Italy. Il 2005 è la consacrazione del marchio della capitale con l’inaugurazione di Palazzo Fendi ideato da Peter Marino per l’ottantesimo anniversario dell’azienda.
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